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POC1: 31 gli interventi di maggiore entità, 8 varianti ai piani urbanistici attuativi e 10 interventi minori

Il percorso di formazione del  POC1

Con il POC1 si conclude il percorso di attuazione del PSC, iniziato con il POC ZERO, che ha individuato le opere pubbliche più urgenti e poche aree private, e con l’approvazione nel 2014 del POC “tematico” dedicato al Parco artistico Mutonia.

All’inizio del 2015 è stato pubblicato il bando per la raccolta delle proposte private, accompagnato da un documento di indirizzo della Giunta. Sono state presentate 66 proposte, a cui hanno fatto seguito numerosi incontri per trovare un giusto equilibrio fra le esigenze pubbliche e quelle dei privati. Al termine della consultazione sono state predisposte 31 schede per gli interventi maggiori, che stabiliscono le regole per l’attuazione degli stessi, più 8 varianti ad altrettanti Piani Urbanistici Attuativi e 10 interventi minori. 16 sono le proposte che non sono state accolte: le schede del POC1 e i relativi accordi sono stati trasmessi nei giorni scorsi ai proponenti per la  sottoscrizione. L’adozione da parte del Consiglio comunale è prevista tra qualche settimana, mentre nei giorni scorsi il POC1 è stato presentato ai capigruppo consiliari.

Il POC1 affronta i maggiori temi di pianificazione della città e del territorio e può essere declinato in 4 linee di visione strategica e 4 ambiti territoriali di intervento:

1) RIGENERAZIONE URBANA

Questo POC scommette sul concetto di “rigenerazione urbana” come elemento caratterizzante per lo sviluppo futuro della città di Santarcangelo, sulla riqualificazione diffusa del territorio, inteso come attenzione alle aree produttive dismesse, al “rammendo” delle periferie, al recupero dell’esistente e a una crescita consistente delle infrastrutture e delle dotazioni di interesse pubblico. La scommessa è rendere competitivo il recupero rispetto al nuovo costruito, perché dalle zone più dimenticate possa nascere una nuova qualità capace di arricchire la forte identità e la bellezza di Santarcangelo e offrire nuove e speciali occasioni di lavoro. Per oltre 20 anni ci si è fortemente concentrati su azioni amministrative volte alla conservazione, tutela e miglioramento del centro storico. Uno sforzo che ci ha “donato” il monumento più bello e grande della città. Restano però parti di Santarcangelo che aspettano ancora una risposta e un rilancio: il POC si occuperà principalmente di quelle, per ri-generare i punti più sensibili e critici della città mettendo al centro l’identità e i valori che hanno fatto grande Santarcangelo nel tempo, chiedendo qualità ed eccellenza negli interventi. Questo obiettivo potrà essere raggiunto solo se pubblico e privato si convincono della necessità di stringere un nuovo patto nel quale la parte pubblica mette a disposizione i propri valori e le proprie capacità di regolare e gestire lo sviluppo, e quella privata le proprie risorse nella durata degli investimenti. Questo significa promuovere una rigenerazione urbana indirizzata verso la bellezza, la sostenibilità, la coesione sociale negli spazi collettivi e negli interventi sulle strutture socio-sanitarie, ma anche verso l’ambiente in termini di maggiori standard di verde in tutti gli interventi e la cultura, così da poter passare dalla manifattura alla “manicultura”, nuovo vero grande fattore di traino e opportunità. Al pari delle più moderne esperienze europee, rigenerazione urbana significa puntare sul modello della sostenibilità per un nuovo rapporto con ambiente, servizi, stili di vita.

2) UNA CASA PER LA FAMIGLIA

La casa deve essere la risposta a un bisogno delle persone e non alla domanda del mercato, per garantire case di qualità a un prezzo contenuto con l’obiettivo dell’inclusione anche nei confronti delle giovani famiglie e degli anziani soli. Per il POC1 introduce e potenzia l’opportunità del social housing: il Comune acquisisce aree edificabili in modo gratuito all’interno di comparti privati, da mettere poi a bando per progetti di edilizia pubblica, privata/convenzionata o in auto-costruzione. Sul prezzo finale non ricadrà quindi il costo dei terreni e sarà abbattuto il valore della rendita fondiaria, troppo spesso oggetto di speculazione: questa è equità e giustizia sociale. Gli interventi con politiche di Ers/Erp sono previsti nelle aree Piadina, ex Asl a San Vito e Pagliarani.

3) GARANTIRE SVILUPPO ALLE IMPRESE

Per attivare politiche di promozione e rilancio dell’economia locale bisogna scegliere di sostenere lo sviluppo delle eccellenze e delle imprese di qualità che producono e commerciano su scala nazionale e internazionale. In controtendenza rispetto alle politiche di delocalizzazione (Triangolone) promosse negli anni della spinta immobiliare, il POC sostiene lo sviluppo in loco delle attività esistenti. Se l’impresa è meritevole in termini di innovazione, efficienza, capacità produttiva, miglioramento dell’occupazione e volontà di investire, il Comune si impegna dunque a favorirne lo sviluppo.

4) AGGIORNARE LA RETE COMMERCIALE

Il centro commerciale naturale è il cuore del commercio santarcangiolese, ma non si può negare come sia necessario un rilancio per quanto riguarda i punti vendita di piccole-medie dimensioni per ospitare attività non concorrenziali al centro storico, altrimenti costrette a spostarsi in comuni limitrofi. Negli ultimi anni la rete commerciale urbana ed extra-urbana non si è sviluppata e questa mancanza di servizi è anche la causa di un impoverimento progressivo della vitalità delle frazioni. Per questo si è deciso di modernizzare la rete commerciale di prossimità e di interesse di quartiere con nuovi punti vendita alimentari e non alimentari di vicinato. Le nuove previsioni di commercio alimentare riguardano le aree Pagliarani e Adriauto sulla via Emilia (entrambi di 800mq), le aree ex Asl a San Vito ed ex Anelli a Sant’Ermete, mentre è previsto il trasferimento dell’attuale Conad di San Martino dei Mulini nell’area dell’ex Tre Stelle e dell’attuale A&O di via Piave nell’area dell’ex Corderie.


OBIETTIVI ALL’INTERNO DEGLI AMBITI TERRITORIALI

1) CENTRO STORICO E CAPOLUOGO

Il POC1 prevede di consolidare e rafforzare l’identità del centro storico con riqualificazioni puntuali ma importanti, oltre a rafforzare il sistema dei parcheggi e riqualificare le piazze per pedonalizzazione una sempre più ampia del centro, compreso l’ultimo tratto non ancora pedonalizzato da piazza Ganganelli a via Montevecchi grazie allo sfondamento attraverso la falegnameria Moroni. Nel Capoluogo verrà creata una rete di percorsi ciclabili in grado di collegare tra loro i plessi scolastici, le principali aree verdi e i parcheggi scambiatori. È inoltre previsto lo sviluppo di aree di completamento (Corderie e Piadina) per definire l’assetto urbano e assicurare le dotazioni in termini di servizi (tra cui l’ampliamento della scuola media). Gli interventi previsti riguardano il mobilificio Gallavotti, il palazzo Unicredit, la falegnameria Moroni, l’area ex Corderie e l’area Piadina.

2) UNA VIA EMILIA CHE UNISCE

Da elemento di frattura la via Emilia deve diventare lo spazio di ricucitura urbana tra due parti importanti di città. Sono infatti previsti attraversamenti protetti e un sistema ciclabile su entrambi i lati per proteggere ciclisti e pedoni partendo da via Ca’ Fabbri fino a via Montevecchi. Gli interventi oggetto di riqualificazione potranno cambiare destinazione d’uso affinché prevalgano funzioni legate al commercio e al terziario, piuttosto che le residenze. Gli ingressi est e ovest verranno ridisegnati con riqualificazioni e miglioramenti della viabilità, in particolare con la creazione di una rotonda in prossimità di via Bornaccino e un’altra in prossimità di via Santarcangelo-Bellaria. Verrà infine sistemata definitiva la rotatoria all’intersezione con via Andrea Costa in direzione Savignano. Gli interventi previsti riguardano il fabbricato ex Ramberti, l’ambito Pagliarani, il distributore Baroni, l’ambito Pazzini, Adriauto e Simpatia.

3) LE FRAZIONI AL CENTRO

Le frazioni non sono periferie, ma luoghi autonomi di comunità, indipendenti dal centro, con una propria identità, relazioni di vicinato e coesione tra i residenti. Perché le frazioni possano vivere hanno bisogno di un giusto equilibrio di servizi pubblici (scuole, campi sportivi, centri civici, parchi, piazze, piste ciclabili) e privati (alimentari, bar, negozi) che mantengano vivo il tessuto locale. Da questo punto di vista, il POC1 prevede interventi nell’ambito ex Asl a San Vito (cessione secondo stralcio ciclabile e centro civico), nell’ambito ex Tre Stelle (cessione parcheggio su Strada Provinciale 49) e stralcio ambito ANC4 a San Martino dei Mulini (cessione parcheggio su Strada Provinciale 49), nell’area ex Anelli (cessione rotonda in via Vallechiara), nell’ambito ANC5 a Sant’Ermete (cessione 16mila metri quadrati di area verde per sport e asilo) e nell’ambito ANC10 a Canonica (cessione locale per centro civico).

4) ASTE FLUVIALI, GREENWAYS

Diversi insediamenti produttivi invasivi per l’ambiente potranno essere riqualificati in modo sostenibile per offrire nuove opportunità di lavoro fondate sull’economia del turismo, del benessere, dello slow food e del tempo libero. Non solo: i corridoi verdi costituiti dalle aste fluviali offriranno la possibilità di connettere Santarcangelo in direzione mare-monte, con piste ciclabili o pedonali che permetteranno di arrivare al mare, mentre con l’ex ferrovia Santarcangelo-Urbino potrà aprirsi il collegamento con l’Appennino. Lungo questi percorsi non solo sarà possibile trovare piste attrezzate e un sistema ambientale adeguato, ma potranno essere introdotti veri e propri “corridoi verdi” (le greenways), con aree di sosta attrezzate lungo il percorso. Le riqualificazioni sul fiume Marecchia permetteranno di passare dal sistema industriale al sistema culturale, mentre le riqualificazioni sul fiume Uso saranno incentrate sull’ambiente e su un sistema di parchi e aree verdi dalla vocazione agricola, storica e ludica. Gli interventi previsti interessano il lago Santarini, il lago Azzurro, il salumificio Lombardi, l’ex Buzzi Unicem, l’ex oleificio Brasini, Liviana Conti e la Collina dei Poeti.

La sostenibilità urbanistica e sociale del POC1

Oltre alle urbanizzazioni e agli standard interni obbligatori, gli interventi contribuiscono alla realizzazione di opere di interesse generale esterne attraverso un “contributo di sostenibilità”. Si tratta nel complesso di circa 7 milioni di euro a cui si aggiungono gli investimenti pubblici previsti nel triennio 2016-2018, comprensivi anche del contributo degli interventi privati inseriti nel POC ZERO, portando la somma complessiva destinata ad opere pubbliche nel quinquennio a circa 19,5 milioni di euro. Si tratta soprattutto di opere legate alla viabilità (sette nuove rotatorie), nuovi parcheggi di interesse generale (oltre gli standard dovuti) e percorsi ciclo-pedonali protetti per circa 2.800 metri lineari, oltre all’acquisizione di importanti aree pubbliche per l’ampliamento del verde e delle scuole nel Capoluogo e nelle frazioni.

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pubblicato il 2017/10/09 15:53:39 GMT+2 ultima modifica 2018-10-15T17:08:14+02:00