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Al Musas la mostra del collettivo riminese Basito

Visitabile dal 1° al 30 giugno nell’ambito della Biennale del disegno

 La biennale del disegno di Rimini arriva a Santarcangelo con la mostra “Basito Libre” del collettivo riminese Basito allestita al Musas e visitabile dal 1° al 30 giugno. Con un filo conduttore che unisce il lockdown del 2021 e l’embargo cubano degli anni ’60 – due momenti di chiusura che hanno condotto a forme d’arte e di libertà nuove – il collettivo riminese di scrittori e artisti nato proprio durante la pandemia racconta, rivisita e re-immagina le locandine di film famosi come fecero all’epoca i carteles de cine cubani.

Il progetto del collettivo Basito è curato da Arianna Bargellini, realizzato in collaborazione con Fondazione Culture Santarcangelo e inserito nel circuito di rete della Biennale del disegno di Rimini. La mostra è visitabile venerdì, sabato e festivi dalle 16 alle 20 e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20.

 

Basito Libre – Una storia d’arte fuori controllo, di varchi di confine, di sbarchi su altre terre. Le chiusure creano desideri, le restrizioni danno nome alla libertà. Anni ’60, a Cuba rivoluzione ed embargo: i carteles de cine ridisegnano i film d’autore di tutto il mondo. Apre le pagine nel lockdown pandemico del 2021 a Rimini la fanzine Basito, come un canto rivoluzionario di artisti e scrittori. Pagine come un mazzo di asparagi selvatici, fogli indipendenti, che rifuggono il punto metallico, lo spazio di uno scambio.

La Biennale del disegno 2024 prende i panni dell’Icaic cubano (Instituto Cubano del Arte e Industria Cinematográficos) in una chiamata agli artisti di Basito che allarga le maglie di un dialogo fuori tempo con i carteles de cine e con pellicole di un culto personale. Se la fotografia affinava la réclame dei manifesti originali in una vetrina dei volti più noti del cinema, i carteles de cine combattono la carta con il segno grafico, lasciando rapprendere un sentire essenziale, un carotaggio. “La dolce vita” di Fellini non è il ballo suadente tra gli sguardi di Anita e Marcello, nel blu rosso e giallo della logica del mercato, ma due occhi neri scarnificati che dicono il vuoto di un’esistenza.

Nella lingua e nei colori di questa libertà, che è un patto di verità tra arte e società, parla la fanzine Basito, ideata da Massimo Modula, e la nuova costola del progetto, che sperimenta per gli artisti terreni impercorsi. L’annuncio pubblicitario dei film diventa asincrono all’uscita e ne conquista il fatto di un gesto di pura arte. La libertà sconfina oltre l’azione di traduzione della pellicola, in questo esperimento di effetti collaterali, e rovescia un liquido, acido o nostalgico, che porta a galla un ricordo.

 

Collettivo Basito – Sergio Algozzino, Lucia Baldini, Roberto Ballestracci, Maurizio Battaglia, Yuri Bernabini, Ugo Bertotti, Heriz Bhody Anam, Francesco Bocchini, Manuel Bongiorni, Stefano Bruscolini, Maurizio Campidelli, Riccardo Cardelli, Filippo Cesari, Daniela Costantini, Vittorio D’Augusta, Davide Fabbri, Chiara Fanelli, Francesco Ferranti, Giuseppe Fogli, Jacopo Forconi, Sabrina Foschini, Simone Genghini, Umberto Giovannini, Samuele Grassi, Luca Grossi, Federico Guerri, Ilarius, Ermanno Labianca, Lady Vanilla, Daniele Maggioli, Marica Maggiotti, Riccardo Maneglia, Giovanni Marchese, Maria Medea, Denis Medri, Angelo Mennillo, Massimo Modula, Gianluca Morozzi, Mozone, Antonella Piroli, Franco Pozzi, Massimo Pulini, Reg Mastice, Francesco Resca, Paola Russo, Andrea Soleri, Raymond Solfanelli, Carmine Deep Stellaccio.

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pubblicato il 2024/05/30 13:15:00 GMT+2 ultima modifica 2024-05-30T13:16:50+02:00