Sezioni

Bando per l’individuazione del direttore scientifico dei Musei, la risposta di Amministrazione comunale e FoCuS

Scelte compiute nell’ambito di un percorso di ridefinizione organizzativa condotto con trasparenza, di cui le critiche non tengono conto

La presa di posizione di Massimo Bottini, Piero Petraroia, Valeria Villa e Giuliano Volpe sul bando per l’individuazione del direttore scientifico dei Musei comunali emanato dalla Fondazione Culture Santarcangelo non prende in minima considerazione il contesto sulla base del quale la selezione è stata pensata e promossa.

Santarcangelo è da sempre un centro di promozione della cultura, un motore che ha saputo dare al territorio locale e nazionale un contributo rilevante per l'innovazione e la ricerca in termini di contenuti, ma anche di contenitori e modelli organizzativi. Già da qualche tempo l’Amministrazione comunale sta ristrutturando l'organigramma del settore Cultura, consolidando il ruolo della fondazione Focus quale ente snello, adattabile e autonomo nella gestione degli istituti culturali, nonché di una serie di eventi e attività che negli ultimi anni si sono consolidati.

In precedenza, l'impostazione organizzativa della fondazione, nata nel 2007, si basava su due figure di direzione legate alla biblioteca e al sistema dei musei. Al pensionamento dei due direttori questa struttura è stata ripensata a partire da una base organizzativa solida, in grado di assolvere gli obblighi legati alla formazione del bilancio, alla gestione del personale, alla gestione delle forniture, al rapporto con l’Amministrazione comunale e le altre istituzioni culturali del territorio, agli obblighi di legge riguardanti sicurezza, privacy e trasparenza.

Tutti elementi che, nel classico organigramma di un piccolo Comune dotato di museo, sono di pertinenza del direttore e finiscono per occupare gran parte della sua attività. Nel caso della fondazione, invece, sono presenti un direttore generale con compiti di programmazione, supervisione e controllo, due figure di responsabili degli istituti culturali (biblioteca e musei) e un responsabile di bilancio e amministrazione, un fornitore di lavoro consolidato per le attività di accoglienza e guardiania, nonché figure di consulenza per quanto attiene gli eventi, la comunicazione e la grafica.

La responsabilità diretta sulla gestione delle risorse, sugli adempimenti burocratici, sugli obblighi di sicurezza legati alle strutture e al personale sono quindi interamente in capo al responsabile organizzativo dei musei, al direttore generale e infine al Consiglio di amministrazione della fondazione. Persino la gestione di bandi e la ricerca di fondi non sono di competenza del direttore scientifico, il quale ha quindi la possibilità e la responsabilità di concentrare il proprio lavoro sulla formulazione di un progetto culturale di prospettiva.

La determinazione del compenso attribuito alla figura del direttore scientifico è quindi nata sulla base di questa analisi di contesto e su altre valutazioni riferite all'ultimo incarico di direzione attribuito dal Comune di Santarcangelo. Un compenso che sostanzialmente corrisponde allo stipendio del precedente direttore, dipendente part time categoria D, che il Comune aveva nel suo organico prima del pensionamento.

A queste considerazioni si deve altresì aggiungere che l'incarico è consulenziale e pertanto non prevede obblighi di permanenza in sede, essendo parametrato su un'idea di part time compatibile con altri incarichi. È prevista inoltre la possibilità concreta ed esplicita di delegare al responsabile organizzativo dei musei, in forma concordata e formalizzata, parte delle competenze indicate nel bando qualora ve ne fosse l'esigenza.

Il bando di selezione, pertanto, prevede per il direttore scientifico la possibilità di concentrarsi sul progetto culturale, demandando le incombenze burocratiche – che nei piccoli Comuni finiscono per assorbire buona parte del suo tempo – a una struttura consolidata, puntando a valorizzare il ruolo di programmazione del direttore. Il bando della fondazione Focus si apre infatti a ipotesi alternative e alla libera professione, rispetto alla possibilità di considerare quale unico modello di riferimento per la direzione di un museo quello del direttore comunale a tempo pieno e indeterminato.

La scelta dunque non è stata compiuta sulla base di una mera valutazione economica, ma all'interno di un percorso di ridefinizione organizzativa condotto con trasparenza, che con una certa leggerezza viene criticato senza preoccuparsi di conoscerne il contesto.

Azioni sul documento

pubblicato il 2021/05/21 12:50:00 GMT+1 ultima modifica 2021-05-25T12:49:36+01:00