Descrizione
L’approvazione da parte del Consiglio comunale delle modifiche allo Statuto che introducono lo ius scholae è sicuramente un risultato storico, che segna la volontà di un cambio di passo nella disciplina dell’integrazione delle popolazioni straniere che decidono di stabilirsi nel nostro Paese e far parte della nostra comunità.
Un risultato frutto di un lavoro importante per il quale ringrazio tutti i gruppi di maggioranza – a partire dal Partito Democratico che ha presentato l’ordine del giorno nel 2022 – che hanno sostenuto con entusiasmo l’introduzione dello ius scholae, oltre agli uffici comunali che hanno dato corso alle disposizioni del Consiglio.
Come ha già avuto modo di affermare il presidente della Provincia e sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad proprio in questi giorni, lo ius scholae da un lato offre un riconoscimento formale alla scuola come prima e principale istituzione che forma i cittadini di domani, getta le basi per la comunità del futuro e insegna i valori dell’inclusione e dell’uguaglianza pur nelle differenze personali che caratterizzano ciascuno di noi.
La scuola, l’ho detto tante volte, è un ponte che unisce bambini e bambine alla loro comunità, che rafforza il legame di appartenenza al territorio: la scuola è il luogo dove tutti i bambini dovrebbero sentirsi uguali, con gli stessi doveri ma anche con gli stessi diritti.
Dall’altra parte, con lo ius scholae diamo una risposta a tutti quei cittadini stranieri che abitano e studiano a Santarcangelo, che si sentono parte della città e che sentono la città come parte di loro, ma che al momento non trovano alcun riconoscimento della propria presenza sul territorio e nella comunità.
Una risposta che sì, è per lo più simbolica e non incide sul tortuoso percorso di cittadinanza a cui sono sottoposti i cittadini stranieri, ma che lancia un potente messaggio al Governo centrale: il messaggio che i territori sono pronti a fare un passo avanti sul tema dell’inclusione.
Di fronte a un atto così carico di significato, dispiace vedere ancora una volta le opposizioni trincerarsi dietro a questioni inesistenti come la non competenza del Consiglio comunale rispetto a una materia statale, nonostante gli sia stato ricordato in più occasioni nel corso della seduta che l’introduzione dello ius scholae comporta una modifica allo Statuto comunale che rientra a pieno nelle facoltà del Consiglio.
Dietro a un dito di benaltrismo e questioni ideologiche che poco avevano a che fare con la discussione, troverete nascosti i “no” dei consiglieri di opposizione, che non si sono ricreduti nemmeno dopo la toccante descrizione dell’attuale condizione dei cittadini stranieri in Italia da parte della consigliera Alaija.
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Ultimo aggiornamento: 27 agosto 2024, 14:51