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Mutonia, l'intervento del sindaco Filippo Sacchetti in Consiglio comunale

Il discorso integrale in occasione della discussione sulla dichiarazione della sussistenza di prevalenti interessi pubblici in ordine al mantenimento delle opere insistenti sull’area denominata “Mutonia – parco artistico”

Data :

20 maggio 2026

Categorie:
Comune
Cultura
Mutonia, l'intervento del sindaco Filippo Sacchetti in Consiglio comunale
Municipium

Descrizione

Quando la Mutoid Waste company è arrivata a Santarcangelo, nel 1990, io avevo due anni.

Ricordo di averli visti sfilare per strada e ricordo un imponente camion arricchito di una scultura sul fronte. Grande, metallica e luccicante. Un teschio.

Non avevo mai visto niente di simile e, preso dalla classica passione dei bambini per i camion, ho insistito per poter andare a vedere il luogo dove era stato costruito. Il campo credo fosse ancora una cava dismessa, con i nastri di ferro e le torri per vagliare la ghiaia. L'estrazione di ghiaia dal Marecchia è stata una di quelle attività, che, pur considerata oggi incompatibile alla salvaguardia dell’ambiente, hanno lasciato il segno nello sviluppo e nel paesaggio di questo territorio.

Quella cava sarebbe stata poi il set per la rigenerazione urbana, sociale e culturale di un’esperienza che nessuno avrebbe mai potuto immaginare prima.

Quando andavo a Mutonia da bambino, restavo sempre affascinato da quelle statue che avevano la forma dei mostri e dei personaggi con cui si giocava nei pomeriggi spensierati. Solo che erano giganti, sembravano veri. E chissà se la notte si muovevano da lì.

Un panorama post industriale, tra la fantascienza e il mondo cyber punk, molto meccanico e molto inventato. 

Poi, crescendo, ho rincontrato i Mutoid tante altre volte, sempre per caso. Al Cocoricò e nelle discoteche di Riccione per tanti anni hanno esposto opere e fatto performance, ricordo di averli visti nelle nostre piazze ballare, esibirsi, suonare. C'era uno con una cresta fatta da una setola di scopa che si montava o smontava con una cerniera a strappo ed era molto divertente. Ho anche pianto dall’emozione un giorno che ho visto proprio sotto il Comune dar fuoco a un enorme skyline di Santarcangelo in ferro: come a dire, questo è il nostro modo per sentirci a casa.

Poi è cominciata questa esperienza istituzionale. E più volte mi è capitato di imbattermi nella storia che ha generato la vita di Mutonia a Santarcangelo. 

Perché, vedete, se si vuole "scappare" dall’Inghilterra in direzione Italia, l’Italia è grande. L’Emilia-Romagna è grande. Il Marecchia è grande. Per questo è facile capire che se Mutonia è qui, non è un caso. Mutonia è qui perché qui c'è il Festival internazionale del teatro. È stata una scelta.

I Mutoid hanno conosciuto Santarcangelo per una ragione culturale. Forse nemmeno sapevano cosa fosse Santarcangelo, come eravamo noi. Ma queste scelte che sembrano momentanee, poi diventano storia. E la storia non si cambia. Quello che è successo in questi 35 anni ormai è storia comune. Riguarda tutti noi, riguarda un pezzo di comunità che è ormai parte del tutto. E di cui non ci possiamo più privare. 

Noi siamo portatori di un racconto straordinario. Sì, perché a voler approfondire un po’, c'è questa cosa che i Mutoid hanno portato con loro, che non è solo la capacità di singoli artisti di essere una comunità. E neanche l’associazione banalizzata dei frikkettoni scultori che vivono nelle roulotte può bastare a spiegare questo fenomeno.

Basta avere occhi per guardare.

C’è piuttosto un tratto culturale che oggi, più di 30 anni dopo, dovremmo considerare prezioso. Ed è la Mutopia della materia. L’utopia mutante che ci dice che qualcosa che c'è si può riutilizzare, che lo scarto non esiste: come se il mondo dovesse smettere di scartare, gettare via cose, e piuttosto accettare, rispettare, reinventare. Nella speranza di rigenerare un mondo migliore. E così all'infinito. Contro il consumo spregiudicato e un sistema dove ormai tutto sembra diventato sostituibile, piuttosto che riparabile. 

Persino le persone.

Oggi riciclare per riusare, le raccolte differenziate, l’energia pulita sono quanto di più attuale stiamo cercando di impostare nelle nostre politiche a salvaguardia dell’ambiente. A Santarcangelo, sotto forma di opere d’arte, questo pensiero possiamo incontrarlo da più di 30 anni. Vederlo, toccarlo, viverlo. Perché nello scambio reciproco tra la comunità di Mutonia e quella di Santarcangelo c’è uno scambio immateriale, un’influenza, che, dopo tutto questo tempo, ci ha reso diversi da come eravamo.

Questa influenza è stata anche riconosciuta ufficialmente nel 2020 dall’attribuzione dell’Arcangelo d'oro dalla sindaca Alice Parma con le seguenti motivazioni:
“per un percorso artistico internazionale unico nel suo genere, nato nel Regno Unito degli anni Ottanta e poi diffuso in tutta Europa, prima dell’approdo a Santarcangelo su invito del Festival del Teatro;
- per il contributo determinante alla promozione di una cultura del riuso, in grado di testimoniare una profonda e originale attenzione al rispetto dell’ambiente, in largo anticipo sulle sensibilità odierne;
- per l’apporto insostituibile allo sviluppo della città, sia con l’opera di rigenerazione urbana di un’area dismessa, sia attraverso una relazione sempre vivace e sincera con la comunità locale”.

Ed è anche bene ricordare che l'influenza culturale di Mutonia non si limita a Santarcangelo, ma si è estesa in tutta Italia e in tutta Europa. Dalle collaborazioni con la meccanica di eccellenza mondiale come Ducati e Jeep al settore dell’alta moda o alla presenza a eventi mondiali come le Paraolimpiadi di Londra del 2012.

Mutonia è patrimonio del Paese. È un’esperienza unica di livello europeo come poche se ne possono riscontrare. È un valore che dobbiamo saper custodire. E spetta anche a noi non diventare responsabili di una storia di repressione simile a quella da cui proprio gli stessi Mutoid sono scappati. 

E torno a una riflessione che facevo proprio questi giorni in vista di questo importante Consiglio Comunale: è legittimo che a un santarcangiolese non importi niente di questa storia? 

Alla fine penso di s^, penso che sia legittimo non aver niente da spartire con questa storia e disinteressarsi di come andrà a finire. Perché poi, ognuno vive la città in una dimensione soggettiva e con i Mutoid ci si può aver avuto a che fare, o anche no. Come ho cercato di raccontare all’inizio, ognuno di noi ha la sua storia personale.

Ma se è legittimo per un cittadino, non lo è per noi. Per noi che oltre che cittadini siamo amministratori. Persone che hanno scelto e sono state scelte per prendersi la responsabilità di conservare e far crescere il proprio paese. Noi abbiamo il dovere di dire da che parte stiamo. Senza ipocrisia e tanti giri di parole. Senza cercare di confondere i piani di chi vuole rispettare le leggi con quelli di chi difende l’arte e la storia di una comunità.

Noi l’abbiamo detto. Anzi, prima di noi, l'atto più importante per la salvaguardia di Mutonia non l’ha nemmeno fatto un’amministrazione pubblica, politica. Ma due uomini dello Stato, il commissario e sub commissario della Prefettura che nel 2014 amministravano la città: il dottor Di Nuzzo e il dottor Scognamiglio, cui va la nostra infinita gratitudine.

Loro hanno approvato il Poc tematico Mutonia poi invalidato a gennaio 2025 dal Consiglio di Stato.

E dopo quella data io ho sempre espresso un concetto, che ribadisco anche oggi: le sentenze si rispettano, perché nessuno di noi è sopra la legge. Ma si possono non condividere. E in base a questo principio, abbiamo sempre detto che se ci fosse stato qualcosa che avremmo potuto fare per salvaguardare l'esistenza di Mutonia, noi l'avremmo fatto. E’  per questo che siamo qui. 

Perché abbiamo avviato il percorso dovuto, ripristinando l'ordinanza di demolizione del 2013 e convocando gli enti in una Conferenza dei Servizi, ognuno per la sua competenza, per cercare di capire se esistesse una ragione per poter affermare “un interesse pubblico di natura culturale e identitaria alla conservazione delle opere” e se la “conservazione delle opere non contrastasse con interessi urbanistici, paesaggistici, ambientali o di rispetto dell’assetto idrogeologico, subordinate alle prescrizioni individuate dalle amministrazioni competenti”.

Conferenza dei Servizi che si è conclusa con esito positivo, e che ci porta qui, questa sera, in questa sede. Ad esprimere con questa delibera una dichiarazione di sussistenza di prevalenti interessi pubblici in ordine al mantenimento delle opere insistenti sull’area denominata Mutonia-Parco Artistico.

E devo ringraziare qui, con il cuore, gli apparati tecnici del Comune di Santarcangelo, a partire dalla dirigente Silvia Battistini e passando per i funzionari e i dirigenti della Regione Emilia-Romagna che hanno avuto occhi per guardare quello che si stava esaminando. 

Per quello che hanno scritto. Per essere entrati nel cuore di un progetto, prima che nel procedimento. 

Al centro di un sogno per capire il suo segno.

Vorrei che ognuno di voi consiglieri leggesse bene questa delibera: leggetela! Perché senza questo grado di approfondimento e questa innovazione amministrativa, tutto questo non sarebbe stato possibile. C’è stato un lavoro di squadra durato più di un anno, che ci consegna un atto amministrativo di importanza storica.

Perché questo atto è storia. E voi, consiglieri, siete chiamati a esprimervi su questa storia. Sta a noi votare a favore o contro. Sta a noi conoscere e riconoscere questo valore pubblico per Santarcangelo come mai prima era stato fatto. E’ la prima volta che questa sede si esprime così nettamente in ordine alla vicenda di Mutonia. E io credo che abbia tutto un grande senso. Perché fa tutto parte di un’unica storia. 

Questa storia di identità e passioni ribelli che ci rende unici. La condizione che rende un santarcangiolese consapevole di avere attorno, nell’aria, qualcosa di speciale. E quel qualcosa che neanche noi sappiamo bene descrivere, che appartiene a secoli di storia, a tradizioni tramandate ma non scritte, a questo incredibile patrimonio genetico che da Sigismondo Malatesta a Guido Cagnacci, passando per Clemente Quattordicesimo, fino al Circolo del Giudizio, ha dato vita a esperienze artistiche e umane straordinarie che ancora oggi condizionano la nostra vita di comunità.  

Sia quando ce ne accorgiamo, sia quando non ce ne rendiamo conto. 

Ed è grazie a questo portato storico che da 56 anni c’è un Festival internazionale del teatro in piazza che porta Santarcangelo nel mondo e il mondo a Santarcangelo. Quel mondo sono stati anche i Mutoid, che qui hanno trovato casa, accolti da 36 anni come parte della comunità di cui oggi non vogliamo privarci. 

Credo che il valore storico di questa serata e di questa nuova fase della vita amministrativa della nostra città, stia proprio nel fatto che il consiglio comunale non sta pensando a oggi, ma agli anni che verranno. A chi sarà giovane dopo di noi, a chi avrà ancora bisogno di spazi di libertà dove poter sapere di potersi affermare. Dove la creatività possa avere casa e un’utopia possa continuare ad esistere, replicando e ispirando nuove storie che, tutte intrecciate l’una con l’altra, renderanno Santarcangelo ancora, negli anni a venire, il grande patrimonio umano e collettivo che oggi conosciamo. 

E questo futuro stasera lo scriveranno dei consiglieri comunali che non c’erano negli anni 90, erano bambini negli anni 2000, ma oggi sono abbastanza grandi da sapere che Santarcangelo di questa contaminazione ne ha bisogno. 

Il futuro non può essere nelle mani di chi banalizza o strumentalizza i problemi come spesso hanno fatto le opposizioni in questa sede. Pensando scioccamente che Mutonia si possa spostare, se non rimuovere, come se stessimo parlando di scatole vuote e non di vita delle persone. Come se non avessero mai messo piede nei luoghi della vita artistica spontanea d’Europa e pensassero che esperienze come Metlekova a Lubjana, Cristiania a Copenaghen, la Waste galleria di Berlino fossero semplicemente trasferibili. 

Perché di questo stiamo parlando. Di vita e produzione artistica di livello europeo. Non ce ne rendiamo conto, ma siamo lì. Molto oltre alla curva di Babbi.

Credo che questa sia la strada da percorrere o almeno sia stata quella che alla fine ci avrà permesso di dire che tutto quanto era nelle nostre possibilità è realmente stato fatto.


Filippo Sacchetti 
Sindaco di Santarcangelo

Ultimo aggiornamento: 20 maggio 2026, 14:12

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