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"Album Agreste", presentata in conferenza stampa la decima edizione di Cristallino

Sabato 23 ottobre alle ore 17 l'inaugurazione della mostra al Met

Sabato 23 ottobre si svolgerà l’inaugurazione del festival Cristallino con la mostra ALBUM AGRESTE, bi-personale degli artisti Oscar Dominguez e Massimiliano Fabbri: una riflessione estetica intesa a prolungare l’eco materiale e poetica degli oggetti custoditi nel MET.

Gli artisti Dominguez e Fabbri hanno elaborato un progetto visivo site-specific che, partendo dalle suggestioni degli oggetti raccolti nel MET, fosse indirizzato a suggerirne nuove destinazioni estetiche.

Il percorso, disposto in due location laterali alla sede centrale del museo (lo spazio esterno prospiciente ad esso e l’edificio che raccoglie la collezione dei carri) prosegue questa direzione anche dal punto di vista strutturale, come un intervento a margine del nucleo principale, nel pieno rispetto della sua forte identità.

I due artisti hanno lavorato, per così dire, sulla soglia, cercando una traduzione formale di tematiche e funzioni che risultano decisamente preminenti negli oggetti della tradizione popolare, isolando di questa alcuni aspetti alla volta di sottolinearne l’incisività.

Il tutto si svolge secondo un doppio binario esecutivo: se Dominguez, con il suo allestimento di una grande installazione verticale edificata con canne di fiume propone una indagine avvinta alla specificità materiale e alla duttilità fisica di questo elemento così fortemente presente nell’uso popolare, Fabbri rielabora un preciso leit motiv della tradizione, le immagini floreali che si trovano come elementi decorativi nelle fiancate dei carri, rivestendo gli stessi con opere pittoriche che ne ramificano la composizione – con carte e tele nelle quali compaiono vegetazioni e nature che alludono in misura estensiva alla dimensione del bosco e del labirinto.

In questa prospettiva il progetto espositivo è inteso ad amplificare le possibili letture interpretative dei manufatti presenti nel museo, come lasciti di una coscienza collettiva, allo stesso tempo materiale e immateriale – interpretandoli come “bio-oggetti”, tasselli di una più complessa appartenenza culturale.

Il programma completo

L’apertura del festival in programma sabato 23 ottobre alle ore 17 vedrà i saluti istituzionali e a seguire la presentazione a cura della direttrice artistica Roberta Bertozzi. Alle 18, invece, l’inaugurazione della mostra bi-personale di Oscar Dominguez e Massimiliano Fabbri, mentre alle 19 Keeno + Asio presentano i suoni di “Agreste Landscape”.

 Gli altri appuntamenti del festival sono programmati per sabato 13 novembre alle ore 21, sempre al Met, con il live di Cemento Atlantico dal titolo "Rotte Interrotte" e per domenica 21 novembre alle 18 presso la Bottega Giorgetti dove si potrà assistere a un incontro con gli artisti Oscar Dominiguez e Massimiliano Fabbri. A seguire la performance Innesti/Gesti di e con Sonia Fabbrocino e Debora Branchi e poi musica live con TIR.

Infine, giovedì 25 novembre alle ore 18 al Teatro il Lavatoio, Laura Caruso e Ilaria Margutti presentano Casermarcheologica | luogo utopie possibili, un progetto inserito nell’ambito di Votes for Women! Santarcangelo per le donne, il programma di iniziative che da alcuni anni l’Amministrazione comunale dedica alle donne attivamente impegnate nella cultura e nella società. A seguire la performance Shifting Memory di e con Tomaž Grom e Nhandan Chirco.

La mostra sarà visitabile dal 23 ottobre al 12 dicembre negli orari di apertura del Met (sabato, domenica e festivi dalle 15,30 alle 19); per l'accesso al museo è necessario il Green Pass. Per informazioni sul festival, www.cristallino.org, 389/1999448 e calligraphie@calligraphie.it.

Dichiarazione della vice sindaca e assessora alla Cultura, Pamela Fussi

"Il Festival Cristallino, giunto al traguardo della decima edizione, torna a Santarcangelo e si inserisce nel percorso di rigenerazione dell’offerta museale che stiamo sviluppando.

Prima al Musas, con installazioni e mostre alla ricerca di dialogo tra l’arte antica e il contemporaneo, ora al rinnovato Museo Etnografico, che dopo una ristrutturazione ha riaperto le sue porte al pubblico.

La mostra bi-personale degli artisti Oscar Dominguez e Massimiliano Fabbri propone una riflessione estetica e poetica partendo proprio dagli oggetti custoditi al MET. Tramite il linguaggio artistico contemporaneo, la cittadinanza e in particolare i giovani potranno tornare in possesso di spazi, luoghi e temi a cui tutti siamo legati, dando così nuova vita alla nostra appartenenza culturale.

In questo solco che unisce tradizione e linguaggi contemporanei si inserisce anche la mostra temporanea di burattini “Per Intelligenza e Grazia” di Claudio Ballestracci, sempre allestita al MET, insieme a Dominguez e Fabbri portavoce della rielaborazione di un’arte tradizionale come quella del teatro di figura proposta attraverso un suggestivo allestimento visivo.  

Nel contesto del Festival trova spazio anche un’attività inserita nel progetto Votes for Women! Santarcangelo per le donne, una serie di iniziative che da qualche anno l’Amministrazione comunale dedica alle figure femminili attivamente impegnate nella cultura e nella società. Anche la disparità di genere è un tema senza tempo, benché fortemente contemporaneo e accentuato oggi dal protrarsi della pandemia; un tema che l’arte deve continuare ad indagare".

Dichiarazioni della direttrice artistica, Roberta Bertozzi

"Il festival Cristallino per la sua 10^ edizione intreccia un dialogo intensivo con il territorio in cui è nato e cresciuto, la Romagna: facendosi coinvolgere da una mitopoiesi – quella del “ritorno a casa”, a una forma di destino antropologico, al luogo noto – che è tra le più forti (e tra le più ambigue) della lezione occidentale.

Lo fa insediandosi temporaneamente negli spazi di un museo denso di significati culturali ed etnografici, il MET di Santarcangelo di Romagna – un complesso estraneo al linguaggio dell’arte propriamente intesa, un edificio destinato alla conservazione della memoria popolare, dei suoi oggetti così come dei suoi costumi.

A partire da questo passato remoto della nostra vita collettiva si dirama un percorso espositivo e un circuito di eventi che cerca un innesto con questo deposito di manifestazioni storiche e antropologiche, senza alcuna intenzione didascalica o celebrativa, semmai, per contrasto, accentuandone l’assoluta singolarità, la distanza cronologica – la sua strutturale e irredimibile arcaicità.

Quando si ha a che fare con l’arcaico non si può che procedere per approssimazioni: per tentativi di avvicinamento, estrapolando qua e là un indizio, cercando un contatto, del tutto empirico e analogico, con l’essenza vitale di un tempo percepito come atavico.

In tale cornice il nostro “album agreste” diventa il racconto dell’imperfetta, del tutto affettiva e a tratti ingenua, liaison con questo patrimonio, con tutta la sapienza di quella vita rurale e contadina, privata e insieme collettiva, che ci ha preceduto.

A fronte del paradigma sociologico che informa i nostri tempi, quella categoria della “liquidità” individuata da Zygmunt Bauman per interpretare il contemporaneo (nessun confine, identità elastiche all’interno di vicende prive di direzione e di orientamento, prive di radici sia dal punto di vista esistenziale che ideologico) il desiderio di entrare in contatto con questo mondo, completamente avulso dalle dinamiche appena descritte, rappresenta in certa misura una vera e propria pietra di scandalo.

Vuol dire insinuare che forse la “liquidità” ha fatto il suo tempo e che ciò che oggi, anche a seguito della pandemia, avvertiamo come più urgente è di tornare in possesso di un luogo al quale ci si sente in qualche modo legati, di avere delle relazioni significative attraverso le quali ci riconosciamo, collocate nel tempo e nello spazio. In altri termini, di ripartire dal genius loci".

Oscar Dominguez

Oscar Dominguez nasce a Tucuman, in Argentina,
nel 1970. Dopo la formazione accademica si trasferisce nel 1999 a Faenza (Ra), dove vive e lavora. Le sue sculture si arricchiscono della luce e del calore della terra, sono povere nei materiali ma sanno sprigionare forza ed energia, passione e vigore. Ogni opera racconta un percorso, una ricerca nella storia del mito, per giungere a raccontare dell’uomo, della natura, della vita in uno spazio assolutamente atemporale.

Tra le principali esposizioni e partecipazioni: Biennale Internazionale del Cairo, Egitto (primo premio), 2000;  Biennale Internazionale del Cairo, Egitto (ospite), 2002; Rojo Tierra, personale al Circolo degli Artisti, Faenza, 2003; Memoria del fuego, a cura di J.Ruiz de Infante, Bagnacavallo, 2004; Donde pasa el rio, personale a Palazzuolo sul Senio, 2005; diverse mostre personali, in Toscana, a cura della Galleria Gagliardi, 2006; Bocas del tiempo, a cura di Claudia Casali, Brisighella, 2007; Demora, a cura di Josune Ruiz de Infante, Castrocaro, Forlì, 2009; Il silenzio del grano, ex Circolo degli artisti, Faenza, 2010; Pedes in terra ad sidera visus, a cura di Claudia Casali, Banca di Romagna, Faenza, 2011 e Los nacimientos, Amerongen Castel, Olanda, 2011.

Nel 2014 è ospite alla Biennale del Disegno, a cura di Massimo Pulini, con una installazione al Museo della Città. Rimini. Nel 2016 partecipa alla grande mostra CERAMIX, from Rodin to Schütte con sede a Parigi e Paesi Bassi. Dal 2012 realizza installazioni di Land Art e legate a grandi architetture in Italia e all’estero. Cura dal 2003 SPAZIO allo SPAZIO alla Fiera CONTEMPORANEA di Forlì/Cesena, dove nel corso di 15 anni ha ospitato più di un centinaio di artisti italiani e stranieri.

Massimiliano Fabbri

Massimiliano Fabbri (Faenza, 1972), nel 1995 si laurea in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Oggi lavora come pittore e disegnatore presso il Museo Civico Luigi Varoli di Cotignola, dove si occupa anche di laboratori e corsi didattici.

Mostre personali 2020 Questo non è il Louvre, presso studio di Domenico Grenci, Bologna; 2019 Materia che avanza/Vie della Lana, presso Lanificio Paoletti, Follina (TV) / Microscopiche/2 - Legna per l’inverno, presso studio di F. Guerri, Cesena; 2017 Selvatico/dodici - Foresta. Pittura Natura Animale, presso Convento di San Francesco, Bagnacavallo (RA); 2016 Vie di dialogo/5, presso Complesso degli Agostiniani, Rimini

Mostre collettive 2019 B - Archive, presso Museo della Città, Rimini / Dialogo secondo, presso Torre di Markellos, Isola di Aegina (Grecia); 2018 Painters – Painting – Painters, presso MARS, Milano; 2016 Linfatica, presso Aria Art gallery, Firenze; 2015 Il pensiero è un abisso, presso Musas, Santarcangelo di Romagna (RN) / Il buco dentro agli occhi o il punto dietro la testa, Selvatico/dieci, presso Palazzo Sforza, Cotignola (RA).

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pubblicato il 2021/10/21 12:13:00 GMT+1 ultima modifica 2021-10-21T12:18:08+01:00